Indice
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Plasmodi di interesse medico
Ciclo vitale
Ciclo sporogonico
Trasmissione della malaria
Induzione della gametogenesi
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Cenni sull'agente eziologico
Plasmodi di interesse medico
Inclusi nell'ordine Haemosporidida, genere Plasmodium, responsabili della malaria nell'uomo
sono quattro protozoi, plasmodi appartenenti alle specie Plasmodium falciparum, Plasmodium malariae, Plasmodium
ovale, Plasmodium vivax che sono trasmessi durante il pasto ematico al momento della puntura da femmine di zanzara
del genere Anopheles (14 - Gentilini M., 1993; 15 - Lynne S. Garcia, 1997).
Ciclo vitale
I plasmodi della malaria umana e animale compiono il loro ciclo vitale nei tessuti
e nel torrente circolatorio dell'ospite vertebrato e nell'ospite invertebrato, zanzare del genere
Anopheles nel caso della malaria umana (16 - J.R. Zucker, 1996)
L'uomo funge da ospite intermedio e da riserva del parassita, mentre la zanzara è ospite
definitivo e vettore. Una zanzara femmina del genere Anopheles può infettarsi solo se al momento del pasto
ematico sono presenti nel sangue della persona che sta pungendo gli stadi maturi maschile e femminile (gametociti)
del plasmodio. Dopo il pasto ematico, inizia nel vettore un ciclo complesso di sviluppo e moltiplicazione che prende
l'avvio con l'unione nello stomaco della zanzara degli stadi maschile e femminile del plasmodio. Il ciclo termina
con la differenziazione dei parassiti, denominati sporozoiti, che si localizzano nelle ghiandole salivari della
zanzara e sono infettanti per l'uomo.
Ciclo sporogonico
Il tempo necessario affinché si completi nel vettore il ciclo maturativo del parassita
(ciclo sporogonico), è sotto l'influenza di due differenti fattori:
- la specie del plasmodio
- la temperatura esterna
Tabella 3. Durata in giorni del ciclo sporogonico in relazione alla specie di plasmodio e alla
temperatura ambiente (16 - J.R. Zucker, 1996)
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Plasmodio
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Temperatura ambiente
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Ciclo sporogonico
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Specie
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°C
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Possibile
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Giorni
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Plasmodium falciparum, Plasmodium vivax
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27
|
Si
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8 - 13
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Plasmodium falciparum
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20
|
Si
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30
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Plasmodium vivax
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20
|
Si
|
20
|
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Plasmodium falciparum
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18
|
NO
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|
Plasmodium vivax
|
18
|
Si
|
30
|
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Plasmodium vivax
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16
|
NO
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Trasmissione della malaria
La trasmissione della malaria è possibile solo a quelle zanzare che riescano a vivere
più a lungo del tempo necessario affinché si compia il ciclo sporogonico e siano, ovviamente, infette. Le
zanzare del genere Anopheles pungono di notte e quando una zanzara infetta punge un ospite per prendere il
pasto ematico inietta gli sporozoiti presenti nelle ghiandole salivari dentro il torrente ematico. Gli
sporozoiti infettano gli epatociti dando inizio ad un processo di sviluppo e moltiplicazione prima in
questa sede, (ciclo preeritrocitario) e successivamente all'interno dei globuli rossi, (ciclo intraeritrocitario).
Il ciclo viene completato quando una zanzara del genere Anopheles punge un ospite e se al
momento del pasto ematico sono presenti nel sangue della persona che sta pungendo gli stadi maturi maschile e
femminile (gametociti) del plasmodio.
I gametociti di Plasmodium vivax si sviluppano nei primi giorni dell'infezione e per
questo una persona che abbia un'infezione con questo plasmodio è precocemente in grado di trasmettere i
gametociti al vettore. Al contrario, i gametociti di Plasmodium falciparum appiono non prima di 10 - 14 giorni
dall'infezione.
Inoltre, sia Plasmodium vivax, sia Plasmodium ovale possono formare degli stadi dormienti
intraepatici denominati ipnozoiti, i quali possono attivarsi e iniziare il ciclo di moltiplicazione
intraeritrocitario e una nuova produzione di gametociti settimane o mesi dopo che la persona infettata
abbia lasciato la zona d'infezione. Gli ipnozoiti si formano soltanto al momento iniziale dell'inoculo
degli sporozoiti da parte del vettore e non sono presenti nei casi di trasmissione della malaria acquisita
congenitamente o indotta, acquisita artificialmente per esempio, mediante trasfusione o scambio di siringhe infette.
In conclusione, questa schematica revisione del ciclo vitale dei plasmodi evidenzia tre
fattori che appaiono essenziali nella trasmissione della malaria:
- un numero sufficiente di vettori, condizionato positivamente o negativamente dai posti in cui le zanzare possano favorevolmente riprodursi;
- condizioni di temperatura ambientali tali da consentire il completamento del ciclo sporogonico;
- un numero sufficiente di ospiti intermedi, costituito da persone con nel sangue circolante gli stadi maturi maschile e femminile (gametociti) del plasmodio.
Induzione della gametogenesi
Recentemente è stato identificato nell'acido xanturenico, il composto chimico che
agisce da induttore del processo di gametogenesi (17 - Billker, V. e coll, 1998).
I gametociti maturi dei plasmodi della malaria circolano nel torrente ematico dell'ospite
vertebrato, trovandosi bloccati alla fase G0 del ciclo cellulare. Il processo di gametogenesi viene iniziato
dai gametociti pochi secondi dopo che questi siano stati ingeriti dalla zanzara ed è indotto dall'azione
combinata di almeno due stimoli:
- dalla caduta di temperatura subita dal sangue ingerito dalla zanzara pari ad almeno 5 0C al di sotto della temperatura che il sangue aveva nell'ospite vertebrato;
- un aumento di pH da 7,4 a 8,0 - 8,2 e dall'azione dell'acido xanturenico, un composto prodotto dal vettore, rivelatosi potente attivatore della gametogenesi.
Il processo di gametogenesi studiato in vitro da Billker e coll., può essere così
schematizzato:
- i gametociti iniziano il processo di gametogenesi 15 secondi dopo essere stati sottoposti all'effetto combinato di un abbassamento della temperatura, e di un aumento del pH o dell'aggiunta dell'acido xanturonico
- in un periodo di tempo di 10 minuti, entrambi i gametociti, sia quello maschile che quello femminile, fuoriescono dall'involucro del globulo rosso in cui erano maturati e il gametocita maschile produce otto microgametociti flagellati nel processo denominato esoflagellazione.
Questi dati sono particolarmente importanti non solo perché aiutano a chiarire un processo
fondamentale nel ciclo vitale del plasmodio ma anche perché, secondo Billker e coll., costituiscono la base per
intravedere lo sviluppo razionale di nuovi metodi che aiutino ad interrompere la trasmissione della malaria
mediante l'uso di farmaci in grado di bloccare la gametogenesi del parassita.
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