Indice specialistico Infettivologia
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Indice

Questa pagina contiene:

Eradicazione della malaria
in Italia


La malaria di importazione
in Italia


Letalità

La malaria è malattia curabile

Sorveglianza epidemiologica

Sulla reintroduzione della malaria in Italia
Cenni di epidemiologia



Eradicazione della malaria in Italia
Il 17 novembre del 1970, l'OMS ha iscritto l'Italia nei registri ufficiali dei paesi liberi da malaria e da allora, la quasi totalità dei casi di malaria segnalati nel nostro paese è importata da paesi dove la parassitosi è endemica (20 - G. Majori, G. Sabatinelli, 1993).

La malaria d'importazione in Italia. Quadriennio 1989-1992
La malaria è malattia soggetta a denuncia obbligatoria in Italia ed i casi notificati al Ministero della Sanità vengono confermati emoscopicamente dal Laboratorio Nazionale di Riferimento presso l'Istituto Superiore di Sanità.
Nel quadriennio 1989-1992 sono stati denunciati in Italia oltre 480 casi di malaria d'importazione per anno.
6 regioni, (Lombardia, Veneto, Lazio, Emilia Romagna, Piemonte e Toscana) hanno globalmente notificato l'85% dei casi, mentre i rimanenti sono stati osservati nelle altre regioni italiane, (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria, Valle d'Aosta).
L'infezione era stata contratta fuori del terrritorio nazionale da cittadini italiani (in gran parte) e da cittadini stranieri. I primi si erano recati per lavoro o per turismo in zone in cui la parassitosi è ancora endemica, mentre i secondi vi erano rientrati per ritornare alla terra di origine.
Plasmodium falciparum è stata la specie osservata in oltre il 70% degli individui infettati. Questo è un dato importante perché P. falciparum è delle quattro specie di plasmodi responsabili della malaria umana quella che può compromettere repentinamente la vita del paziente. Il resto delle infezioni erano dovute a Plasmodium vivax (~20% dei casi), Plasmodium malariae (~3%), Plasmodium ovale (~1,5%) o erano infezioni miste (~2%).
(21 - Rapporti ISTISAN 93/94).


Letalità della malaria d'importazione in Italia.

Una valutazione dei casi infezione da P. falciparum che hanno avuto esito letale in cittadini italiani nel periodo 1989 - 1992 è stata fatta da G. Sabatinelli e coll. (22 - G. Sabatinelli e coll., 1994). Su 998 italiani con infezione da P. falciparum è stato registrato un numero complessivo di 23 morti, per la maggior parte turisti (17), quindi missionari (3), uomini d'affari e un pescatore. In tutti i casi l'infezione era stata contratta in Africa, e nella maggior parte di essi (21/23), la diagnosi di malaria era stata posta durante il primo giorno di permanenza in ospedale.
Secondo G. Sabatinelli e coll., è stato possible individuare alcuni fattori che da soli o in combinazione hanno contribuito costantemente a rendere fatali i casi d'infezione da P. falciparum nel periodo considerato:
  • ritardo nel raggiungere un centro medico specialistico;
  • età anziana;
  • mancanza o insuccesso della chemioprofilassi
La malaria è malattia curabile se diagnosi e terapia sono tempestive ed efficaci
Nonostante gli enormi problemi e le difficoltà da affrontare e risolvere quando ci si confronta con l'infezione da plasmodi, è opportuno ricordare che la malaria è malattia curabile se diagnosi e terapia sono tempestive ed efficaci (23 - WHO's Action Plan for Malaria Control, 1995-2000).

Sorveglianza epidemiologica della malaria in Italia, 1996
La normativa italiana per la sorveglianza epidemiologica della malaria e gli aspetti epidemiologici relativi ai casi di malaria notificati in Italia e confermati emoscopicamente fino al 1996 sono stati recentemente presentati e discussi da Guido Sabatinelli e Giancarlo Majori (24 - G. Sabatinelli e G. Majori, 1996).
Come noto, da anni il Laboratorio di Parassitologia dell'Istituto Superiore di Sanità svolge una continua ed efficace attività di aggiornamento per Medici e Biologi attraverso il "Corso di Aggiornamento su Profilassi, Diagnosi e Terapia della Malaria". Informazioni riguardanti la malaria sono disponibili in rete al sito www.iss.it/chemio/who.htm presso il Laboratorio di Parassitologia dell'Istituto Superiore di Sanità.
In Italia, negli anni 1986 - 1996, sono stati denunciati 5.012 casi di malaria d'importazione, contratti per la quasi totalità in paesi tropicali e subtropicali dove la parassitosi è allo stato endemico. Nel 1996 sono stati confermati 791 casi di malaria (24 - G. Sabatinelli e G. Majori, 1996).
Nella tabella seguente vengono invece presentati i dati relativi ai casi di malaria denuciati in Italia nel 1996, desunti dai dati del Bollettino Epidemiologico Nazionale del Ministero della Sanità.

Tabella 4. Casi di malaria in Italia nel 1996. Provenienze, plasmodi responsabili dell'infezione e distribuzione dei casi, distinti per età, sesso e motivo della permanenza all'estero (dati del Ministero della Sanità, Bollettino Epidemiologico Nazionale).

Provenienza N. Tipo di Plasmodio N.
Africa 651 P. falciparum 573
Asia 95 P. vivax 132
Americhe 13 P. malariae 33
Oceania 1 P. ovale 11
Forme miste 11
Totale 760 Totale 760


Motivo dell'espatrio N. Età dei pazienti N. Sesso N.
Lavoro 179 0-19 66 Maschi 569
Turismo 169 20-39 419 Femmine 191
Stranieri 273 40 e oltre 252
Religiosi 39 Non noto 23
Non noto 100
Totale 760 Totale 760 Totale 760


Sulla reintroduzione della malaria in Italia
È stato recentemente segnalato un caso di malaria da Plasmodium vivax in una donna di 62 anni residente in zona rurale nell'entroterra Grossetano in cui sono presenti i potenziali vettori (Anopheles labranchiae) e in un momento stagionale favorevole alla trasmissione (25 - M. Baldari e coll, 1998).
Un'accurata ed efficace indagine epidemiologica ha permesso di accertare:
  • la presenza di un portatore di gametociti di Plasmodium vivax.
    Il protozoo (436 parassiti /ml, 1/4 dei quali erano gametociti) veniva trovato nel sangue di un soggetto di origine indiana rientrato da un recente viaggio in India, la cui dimora distava 500 metri dalla casa della donna di 62 anni con infezione da P. vivax.
  • la presenza del vettore Anopheles labranchiae;
  • condizioni metereologiche locali con temperature medie giornaliere di 24,4 0C, che consentono il completamento del ciclo sporogonico di P. vivax in 10 giorni circa.
Non è stato tuttavia possibile dimostrare la presenza di plasmodi, nelle zanzare Anopheles labranchiae appositamente catturate, nemmeno ricorrendo all'amplificazione genica mediante reazione polimerasica a catena (PCR).
Secondo Baldari e coll., il caso di malaria da loro segnalato rappresenta il primo del genere dimostrato in Europa nel corso degli ultimi 20 anni e il primo in assoluto nel nostro paese dall'eradicazione.
Secondo Baldari e coll., tuttavia, "....Un'eventuale episodica trasmissione della malaria in Italia non avrebbe conseguenze rilevanti in quanto il fenomeno sarebbe facilmente e rapidamente circoscritto, considerando anche il fatto che le popolazioni anofeliche italiane sono ancora ampiamente sensibili agli insetticidi più comuni) (25 - M. Baldari, 1998).