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Epidemiologia italiana
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Epidemiologia
Epidemiologia Italiana
I primi dati relativi al fenomeno della resistenza degli enterococchi ad alti livelli di aminoglucosidi
(HLAR, High-Level Aminoglycoside Resistance) in Italia risalgono ai primi anni '90. In quegli anni infatti i laboratori hanno
iniziato ad eseguire uno screening per conoscere il livello di resistenza a gentamicina (HLAR definita per MIC >500 mg/l)
e streptomicina (HLAR definita per MIC >2000 mg/l). I primi dati pubblicati misero subito in evidenza la gravità del problema.
Dati pubblicati da Nicastri e coll. (1) inerenti 75 isolati di enterococco provenienti da infezioni (63)
o colonizzazioni (12) di pazienti ricoverati presso il Policlinico Umberto I di Roma nel 1992 evidenziavano una elevata
prevalenza di ceppi resistenti ad alti livelli di aminoglucosidi (Tab.1).
Sempre dal Policlinico Umberto I di Roma provengono i dati pubblicati l'anno successivo
da Venditti e coll. (2), relativi a 101 enterococchi. I dati di resistenza non si discostano molto da quelli dello studio
precedente (Tab.2)
Tripodi e coll. (3) segnalano nel 1994 una serie di 81 isolati di enterococchi provenienti
da materiali vari (urine, ulcere degli arti inferiori, ferite infette, escreato, sangue, aspirato tracheale, protesi vascolari
infette e liquido ascitico) di pazienti ricoverati presso gli Istituti di Terapia Medica e di Chirurgia Vascolare della
Seconda Università di Napoli (Tab. 3).
Interessante notare che tutti i ceppi con HLAR isolati provenivano da pazienti ricoverati in turno chirurgico e che
avevano ricevuto terapia antibiotica con cefalosporine o ampicillina e aminoglucosidi.
Utili e coll. (4) riportano una serie di 10 endocarditi da enterococco osservate in
pazienti ricoverati presso gli Istituti di Terapia Medica e di Chirurgia Vascolare della Seconda Università di
Napoli ; un solo ceppo presentava il fenomeno HLAR.
Dati in corso di pubblicazione (5) relativi al monitoraggio delle emocolture provenienti
dall'area fiorentina nel periodo 1990-1995 confermano come gli enterococchi con HLAR costituiscano un problema
di dimensioni cospicue e costanti (Tab. 4).
Le segnalazioni italiane relative alla resistenza degli enterococchi
ai glicopeptidi sono sporadiche. Secondo i dati riportati da Brown, Courvalin e l'European
Glycopeptide Susceptibility Survey Group (6) nel 1996 la percentuale di ceppi di enterococchi resistenti
rispettivamente a teicoplanina e vancomicina è pari allo 0.6 e 0.9 sui 323 isolati clinici esaminati in Italia
(Tab. 5).
La prima segnalazione italiana di glicopeptido-resistenza risale al 1993, quando Manso e coll. (7)
riportarono l'isolamento ad Ancona di 21 isolati di E. faecalis (provenienti da 8 pazienti) resistenti a teicoplanina e
vancomicina (fenotipo VanA). Tutti i pazienti erano ricoverati nel reparto di terapia intensiva neurochirurgica ed erano
stati trattati in precedenza con teicoplanina per infezione da S. aureus meticillino-resistente.
Il cluster epidemico era riconducibile ad un unico ceppo.
Sempre al 1993 risale la segnalazione di Venditti e coll. (8) relativa ad un
caso di endocardite da E. faecalis resistente sia a vancomicina che a teicoplanina insorta su un cuore
trapiantato. Interessante notare che il microrganismo (oltre che da una emocoltura del ricevente) era stato
isolato anche da una emocoltura del donatore, divenuta positiva dopo l'effettuazione del trapianto.
Uno dei ceppi di E. faecium isolati nel citato lavoro di Tripodi e coll. (3) presentava
una MIC per vancomicina di 8 mg/l e una MIC per teicoplanina di 0.5 mg/l ; gli Autori ipotizzano un fenotipo VanB.
Nel citato studio di monitoraggio delle emocolture provenienti dall'area fiorentina nel
periodo 1990-1995 (5) sono stati isolati nell'agosto 94 e nel gennaio 95 due ceppi di E. faecium
resistenti a teicoplanina e vancomicina (fenotipo VanA). Un paziente proveniva dal reparto di ematologia, mentre
l'altro era ricoverato in neurochirurgia.
Anche questi pazienti erano stati precedentemente trattati con glicopeptidi. L'analisi
molecolare evidenziava profili diversi per i 2 isolati, escludendo una correlazione epidemiologica tra i 2 casi.
Scagnelli e coll. (9) hanno recentemente segnalato 15 casi di batteriemia da enterococchi
(14 E. faecium, 1 E. faecalis) glicopeptido-resistenti riscontrati nell'Ospedale di Verona nel periodo 1993-1996.
Quattordici pazienti provenivano dal reparto di ematologia, uno dal reparto Malattie Infettive.
Tutti gli isolati mostravano fenotipo VanA.
Bibliografia
1) Nicastri E., Tarasi A., Visco Comandini U., Gelfusa V., Di Rosa R., Di Rosa E., Venditti M., Serra P. :
High-level aminoglycoside resistance among enterococci : evaluation of an agar screen susceptibility
test. J Chemoter, 1992 ; 4(1) : 9-11.
2) Venditti M., Tarasi A., Gelfusa V., Nicastri E., Penni A., Martino P. : Antimicrobial susceptibilities of
enterococci isolated from hospitalized patients. Antimicrob Agents Chemother, 1993 ; 37 : 1190-2.
3) Tripodi M.F., Rambaldi A., Utili R., Rosario P., Attanasio V., Locatelli A., Adinolfi L.E .,
Andreana A., Florio A., Ruggiero G. : Resistance to aminoglycosides and other antibiotics among clinical
isolates of Enterococcus spp. Microbiologica, 1995 ; 18 : 319-24.
4) Utili R., Tripodi M.F., Andreana A., Adinolfi L.E., Rosario P., Florio A. : L'endocardite da enterococco :
caratteristiche cliniche e microbiologiche della nostra casistica. Le Infezioni in Medicina, 1996 ; 3 : 137-42.
5) Bartoloni A., Stefani S., Mantella A., Leoni S., Fanci R., Buonomini M.I., Pecile P. : High-level
aminoglycoside resistance and glycopeptide resistance among enterococci isolated from blood cultures, 1990-95.
In corso di pubblicazione.
6) Brown D.F.J., Courvalin P. and The European Glycopeptide Susceptibility Survey Group :
Susceptibility of Enterococcus spp. to teicoplanin and vancomycin. 36th ICAAC, New Orleans, September 15-18, 1996,
E26.
7) Manso E., De Sio G., Biavasco F., Varaldo P.E., Sambo G., Maffei C. : Vancomycin-resistant
enterococci (letter). Lancet, 1993 ; 342(4) : 616-7.
8) Venditti M., Biavasco F., Varaldo P.E., Macchiarelli A., De Biase L., Marino B., Serra P. :
Catheter-related endocarditis due to glycopeptide-resistant Enterococcus faecalis in a transplanted hearth.
Clin Infect Dis, 1993 ; 17 : 524-5.
9) Scagnelli M., Pellizzer G., D'Emilio A., Rassu M., Bragagnolo L., Reatto P., Veneri G.,
Fontana R., De Lalla F. : Nosocomial spread of vancomycin and teicoplanin resistant enterococci. 36th ICAAC,
New Orleans, September 15-18, 1996, J35.
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