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Mediatori della Flogosi nell'Orticaria: La Proteina Cationica degli Eosinofili (ECP)
Alberico Motolese-Clinica Dermatologica, Università di Modena
Il ruolo dei granulociti eosinofili nell'orticaria, così come in altre patologie allergiche ed infiammatorie,
rimane ancora enigmatico, sebbene molti aspetti riguardanti la struttura di base ed il ruolo funzionale siano stati chiariti negli ultimi
anni. Gli studi recenti su queste cellule, che risiedono prevalentemente nelle sottomucose e sono reclutate nei siti di reazioni immunitarie
specifiche, incluse quelle allergiche, hanno permesso di attribuire loro un ruolo proinfiammatorio che prima era impossibile ipotizzare.
Infatti, in aggiunta alle osservazioni riguardanti le proteine basiche prima e la capacità di elaborare specifici mediatori lipidici della
flogosi poi, è stato dimostrato che gli eosinofili possono sintetizzare un range di citochine in grado di esercitare effetti autocrini e/o
paracrini rispettivamente.
Gli eosinofili possiedono, nella loro complessa costituzione cellulare, recettori di membrana a bassa affinità
per il frammento Fc delle IgG, IgE, IgA (non è chiaro se possiedano anche un recettore per le IgM) e recettori per le frazioni C3a/C5a,
C3b/C3bi del complemento. Sulla superficie di membrana sono presenti anche recettori ad alta affinità per tre citochine
fondamentali nel regolare l'attività degli eosinofili stessi: IL-3, IL-5 e GM-CSF. Queste 3 citochine hanno attività come fattori di
crescita, inducono sulla cellula stimoli alla differenziazione, attivazione e degranulazione, e inoltre (l'IL-5 in particolare) sono da
considerare i fattori chemiotattici più importanti per l'eosinofilo. Gli eosinofili sono a loro volta in grado di sintetizzare ciascuna
di esse. Altri recettori di membrana sono quelli per il PAF, per l'LTB 4, per l'IL-2, il CD-40 e l'HLA-Dr. Gli eosinofili circolanti non
esprimono l'HLA-Dr, ma è stato dimostrato che dopo 48 ore dal challenge con allergene esprimono molecole di II classe dell'MHC.
Caratteristica peculiare dell'eosinofilo è il suo contenuto in granuli citoplasmatici specifici nei quali si
trovano le proteine cationiche. Questi granuli, chiamati secondari per distinguerli dai granuli primari che sono presenti nei granulociti
promielocitici, hanno il core, ovvero la porzione centrale del granulo, costituito da MBP (Proteina Basica Maggiore). Le altre proteine
cationiche contenute dai granuli sono: la Proteina Cationica degli eosinofili, la Proteina X chiamata anche EPX o EDN, la perossidasi
degli eosinofili (EPO). Nei basofili (ed anche nei mastociti) è possibile rilevare l'MBP (circa un quarto della quantità
presente negli eosinofili) e anche le altre proteine in un ammontare all'incirca del 7% rispetto all'eosinofilo. Piccole quantità
di EDN ed ECP sarebbero presenti nei neutrofili.
In complesso, sostanze ad attività citotossica prodotte dagli eosinofili possono essere considerate: le 4
proteine basiche, i Cristalli di Charcot- Leyden (di incerto significato), mediatori lipidici (pathway della lipossigenasi=trombossano,
PGE2, PGF1a; pathway della cicloossigenasi=LTC4, LTD4, LTE4), enzimi idrolitici (fosfatasi acida, arilsulfatasi, catalasi, collagenasi,
istaminasi), PAF, neuropeptidi (VIP, sostanza P), radicali liberi dell'ossigeno, citochine (TGF-alfa , TGF-beta1, TNF-alfa ; IL-1alfa, IL-6,
IL-8, MIP-1alfa).
Gli eosinofili sono a loro volta in grado di secernere le tre citochine (IL-3, IL-5 e GM-CSF) che aumentano la loro sopravvivenza
antagonizzando l'apoptosi ed esaltano la risposta effettrice.
Lo studio delle proteine basiche degli eosinofili nella cute di pazienti affetti da malattie dermatologiche,
inclusa l'orticaria, inizia nel 1983 (Gleich, J of Investigative Derm) con la dimostrata presenza di MBP nella cute di pazienti affetti da
orticaria cronica a livello dei piccoli vasi del derma reticolare. Nell' 87 appare un altro studio (Peters, JAMA) sulla deposizione di MBP
nell'orticaria da pressione in cui si dimostrano ampi marcaggi fluorescenti nel derma. Infine, Jhulin e Venge studiano, nel '91 (Acta Derm
Venereol), i livelli sierici di ECP e la presenza di eosinofili attivati nella cute per mezzo dei monoclonali EG-1 ed EG-2, in varie patologie e
trovano valori di ECP sierica aumentati in circa la metà dei casi di orticaria e psoriasi, ed evidenziano un aumento delle cellule
EG-2 positive.
I nostri studi riguardano il dosaggio sierico della ECP e della EPX in corso di orticaria cronica idiopatica:
abbiamo dimostrato che la ECP sierica in pazienti affetti da orticaria cronica idiopatica è significativamente aumentata rispetto ai controlli
sani (p < 0,01); anche i valori di EPX risultano più elevati che nei controlli sani in modo statisticamente significativo. Marcando gli
eosinofili con il monoclonale EG-2 (che identifica la proteina cationica in forma secreta) in 12 pazienti affetti da orticaria cronica idiopatica,
è stato possibile confrontare il numero di eosinofili evidenziati con tecnica di Ematossilina-Eosina rispetto a quelli osservati utilizzando
l'anticorpo monoclonale EG-2 (media matematica di tre sezioni adiacenti). Osservando le sezioni in immunoistochimica marcate con
l'anticorpo EG-2, la media di cellule osservate nelle tre sezioni risulta più elevata nella maggior parte dei casi rispetto alla osservazione
istologica. La positività espressa da questo anticorpo si evidenzia in modo specifico, con 3 pattern diversi: un marcaggio a livello delle
singole cellule, granulare a livello citoplasmatico o extracitoplasmatico, talvolta con dispersione della proteina granulare nelle immediate
vicinanze. In altre sezioni è possibile evidenziare un marcaggio diffuso, fibrillare, a livello delle fibre collagene, senza identificare strettamente
la cellula. Un altro aspetto peculiare è il marcaggio a livello perivasale in cui i granuli sono presenti a livello endoteliale. Queste osservazioni
confermano che il rilievo di marcati depositi di ECP nelle biopsie cutanee ribadisce il coinvolgimento di questa proteina basica in corso di
orticaria cronica. La ECP può essere considerata, allo stato attuale delle conoscenze, fra le sostanze responsabili delle lesioni epiteliali nelle
sedi di flogosi allergica. Resta da comprendere come si verifichi, nell'orticaria cronica, una flogosi tessutale con molte caratteristiche delle
forme allergiche (reclutamento e attivazione degli eosinofili, liberazione della ECP e delle altre proteine citotossiche) in questa patologia
dichiaratamente non allergica, nella quale non si rileva la presenza di Ac IgE specifici.
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