Lo Studio
Framingham    

         Nel 1949 è iniziato, nella cittadina di Framingham, Massachusetts (USA), uno studio di popolazione dagli obbiettivi decisamente ambiziosi: classificare ed analizzare i dati di migliaia di persone (sia sane sia ammalate) per scoprire se, ed in che misura, questo o quel fattore di rischio (come la pressione alta, il fumo di sigaretta ecc.) influenzassero lo sviluppo, magari dopo anni, di eventi cardiovascolari (infarto, angina, ictus).

         Dal 1949 al 1953 sono state esaminate 5209 persone di età compresa tra 35 e 65 anni alla ricerca di possibili fattori di rischio: ogni soggetto è stato sottoposto ad un'accurata visita medica generale; poi, ogni partecipante è stato classificato in base alla presenza particolari malattie (come il diabete) od abitudini (fumo di sigaretta, consumo di alcool ecc.). Sempre ad ognuno è stata misurata la pressione arteriosa ed effettuato un prelievo di sangue (per valutare i livelli plasmatici di numerose sostanze).

         A questo punto, e solo a questo a punto, lo studio è entrato nel vivo: si trattava infatti di osservare lo svolgersi della vita di questa popolazione registrandone le malattie ed i decessi (anche accidentali), sempre con una particolare attenzione agli eventi cardiovascolari.

         Già negli anni '60 era divenuto chiaro che, oltre all'età ed al sesso, anche i livelli di Pressione Arteriosa, quelli di Colesterolo Totale, il fumo di sigaretta, l'intolleranza al glucosio e l'ipertrofia ventricolare sinistra costituivano fattori di rischio certi per lo sviluppo di coronaropatie.

         Per conoscere con precisione il 'peso' dei singoli fattori, tuttavia, è stato necessario attendere ancora alcuni anni ed iniziare la raccolta di dati da un secondo gruppo di persone (detto Framingham Offspring Cohort). Questo è avvenuto negli anni compresi tra il 1968 ed il 1975, quando quasi tutti gli appartenenti al primo gruppo di persone erano prossimi ai 50 anni o più anziani. I dati relativi al primo gruppo sono stati 'combinati' con quelli del gruppo più recente generando una impressionante mole di dati.

         Le analisi effettuate hanno consentito di elaborare formule sempre più precise e potenti, in grado di calcolare il Rischio Assoluto di sviluppare una patologia coronarica partendo da pochi fattori noti (età, pressione arteriosa, fumo ecc.).

         Storica è stata la formula pubblicata da Peter W.F. Wilson e Colleghi nel 1987 che, pur non integrando ancora fattori di estrema rilevanza (come i livelli di HDL-Colesterolo), fornisce uno strumento relativamente agile per prevedere il rischio coronarico a 6 anni.
Tale formula è alla base del nostro Calcolo Semplificato del Rischio una paginetta web che potete salvare localmente (sul vostro hard-disk) e che fornisce risultati di buon valore orientativo

         Negli anni '90 i dati 'congiunti' del Framingham Heart Study e del Framingham Offspring Cohort permettono di formulare previsioni per periodi variabili, fino ad un massimo di 12 anni (contro i 6 iniziali) e riguardano persone con età compresa tra i 30 e i 74 anni.

         Molto interessanti sono le statistiche relative allo sviluppo di malattie coronariche ed alla distribuzione dei fattori di rischio nella popolazione generale analizzata.